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da Capital: ATTENZIONE! Alcune protesi dentali sono infarcite di piombo  Per gonfiare i propri margini sulle corone, certi dentisti hanno finito per impiantarci non si sa cosa. A dispetto della nostra salute. Ai tempi dei re, le corone si posavano sulla testa, ed erano d’oro. Oggi le si mettono in bocca e contengono… del piombo. In piccole dosi, fortunatamente, e ben nascosto nella ceramica. Ma comunque… Ammettiamolo, quando abbiamo deciso di fare analizzare quattro di questi denti sintetici in laboratori specializzati per controllarne la qualità non ci aspettavamo una simile scoperta. Certo, la scorsa primavera si era già trovata una protesi piombata nella bocca di un paziente – il caso aveva provocato anche uno scandalo. Ma erano gli Stati Uniti, e da noi ci si credeva immuni da questi derivati. Ci si sbagliava. I tassi di piombo rilevati nelle nostre quattro corone (tre provenienti dalla Cina, la quarta da un laboratorio francese) hanno di che preoccupare. L’inquinamento raggiunge 1000 PPM (parti per milione) per la più contaminata delle nostre “made in China”, cinque volte la concentrazione rilevata oltre Atlantico (210 PPM), e undici volte il tasso consentito nei giocattoli da Bruxelles! Ora, quando viene assorbito dall’organismo, questo metallo pesante può provocare delle alterazioni delle funzioni renali, anemia, problemi endocrini e anche degli aborti… “Non dovrebbe essercene nemmeno un’oncia nelle corone”, tuona Nicolas Thévenet, dell’Afssaps, l’agenzia di sicurezza sanitaria. “Questo pone un vero problema di salute pubblica”, conferma Jean-Claude Michel, della Confederazione dei Sindacati dentali. Sorprendente? Non tanto, in fondo. Perché alla fine, al di là delle loro virtù terapeutiche, la principale utilità delle corone sembra essere quella di permettere ai nostri 40.000 dentisti di fare dei buonissimi affari. Se in media essi dedicano un terzo del loro tempo lavorativo a installarle, esse costituiscono i due terzi del loro reddito. Certo che i professionisti della fresa non sono tutti famelici. Ma molti non esitano ad arrotondare il prezzo delle protesi per compensare la debolezza delle tariffe di altre cure. Risultato: è impossibile oggi farsi installare una protesi a meno di 450 euro – la tariffa media oscilla piuttosto intorno ai 700 euro. E, nei bei quartieri della capitale, non è raro dover sborsare 1000 euro (alle volte, con una parte in contanti). Anche includendo il prezzo delle cure (due ore al massimo), queste tariffe appaiono totalmente fuori misura. Una corona di qualità eccellente, rifinita in un laboratorio francese, viene in effetti tra i 100 e i 150 euro. Ma, per gonfiare un po’ di più i loro guadagni, numerosi professionisti del trapano non esitano a rifornirsi presso società che subappaltano all’estero, il più delle volte in Cina, ma anche in Madagascar, in Thailandia, o anche in Marocco. Oggi, in Francia, di affermate se ne contano più di una ventina. I loro prezzi sono imbattibili: partono da… 29 euro. Ancora rare fino a qualche anno fa, queste corone low-cost, di qualità a volte scadente, sono sempre più comuni.  “Rappresentano ormai circa il 30% del mercato francese”, stima Maurice Davois, il presidente dell’Unione nazionale dei protesisti dentali. E, contrariamente a quello che si potrebbe credere, sono lontane dall’essere riservate ai pazienti in CMU (servizio di base, ndt). “Si possono addirittura trovare a 1500 euro al pezzo negli studi lussuosi!”, assicura Alain Guillame, il proprietario della rivista “Technologie dentaire”. In generale, i medici si guardano dall’informare i loro pazienti sull’origine delle protesi (quand’anche la conoscano!) Ed è molto raro che si prendano la pena di verificare la loro composizione.  Una direttiva europea impone tuttavia la tracciabilità dei dispositivi medici, ma chi se ne preoccupa? Nessuno, sembra. Di sicuro non le autorità pubbliche francesi, che non controllano nulla e non hanno mai osato imporre ai dentisti un obbligo di informazione. Questo nuovo caso del piombo le costringerà a farlo? Sandrine Trouvelot SANITA', nel libro paga del SSN piu' sacerdoti che dentisti I dati del ministero della salute sui dipendenti Il Servizio sanitario nazionale paga piu' sacerdoti che dentisti. Sono 417, infatti, gli 'assistenti religiosi', 389 uomini e 28 donne, che percepiscono uno stipendio dal Ssn, in base a convenzioni stipulate fra la diocesi e le Aziende sanitarie. Il numero degli odontoiatri del servizio pubblico si 'ferma' invece ad appena 163, su un totale di 105.652 camici bianchi. I 'numeri' dei dipendenti Ssn sono contenuti nell'ultimo Rapporto della Direzione statistica del ministero della Salute. 'Spulciando' la mappa del personale Ssn, figurano anche tre geologi, 125 architetti, 873 ingegneri e 179 avvocati. In totale, nel 'libro paga' del nostro servizio sanitario ci sono 648.384 dipendenti, suddivisi in 444.120 appartenenti a ruoli sanitari, 125.093 a ruoli tecnici, 76.555 a quelli amministrativi, mentre 354 rientrano nel personale con qualifiche atipiche, a cui si aggiungono altri 665 contrattisti. Fra i sanitari, oltre ai 105.652 medici e 163 odontoiatri, sono 18.758 gli altri professionisti laureati (veterinari, farmacisti, biologi, chimici, fisici e psicologi). Il personale infermieristico conta 252.506 dipendenti. Al ruolo tecnico appartengono, fra gli altri, sociologi (669), statistici (73), assistenti sociali (6.892), programmatori (734). Sul totale dei dipendenti, a farla da padrone è il 'gentil sesso', che rappresenta poco più del 60 per cento del personale. In controtendenza, però, la classe medica che è ancora molto 'maschile': ben 71.510 'camici bianchi' dipendenti dal Ssn sono uomini contro 33.979 donne. Un divario ancora più marcato fra gli odontoiatri pubblici: 123 contro 40. In tutti gli altri settori, prevalgono invece le donne: 9.761 contro 8.997 sul totale del personale laureato (veterinari, farmacisti, biologi, chimici, fisici e psicologi). Stesso discorso per gli altri ruoli tecnici e amministrativi. Nella 'geografia' regionale, infine, al primo posto per numero di dipendenti Ssn figura la Lombardia, con ben 92.251 addetti, seguita dal Veneto (57.232), dal Piemonte (55.848) e dalla Campania (54.842). Al quinto posto l'Emilia Romagna, con 54.110 dipendenti, al sesto il Lazio (50.176). All'ultimo posto la Val d'Aosta con 1.889 lavoratori della sanità. 26/05/2008 OGNI ANNO 20 MILA ITALIANI VANNO ALL'ESTERO A FARSI CURARE I DENTI Le cronache parlano di un fenomeno che sta arrivando a interessare quasi 20mila persone: una citta' di medie dimensioni si sposta ogni anno dall'Italia all'Est Europa per farsi curare i denti, in particolare quando si tratta di un intervento complesso come l'implantologia (rifacimento totale o parziale dei denti) allettata non solamente da prezzi vantaggiosi e pacchetti turistici abbinati, ma anche dalla brevita' dell'intervento. Chi e' in cerca di un sorriso perfetto, oltre che naturale, puo' rivolgersi anche alle cliniche italiane, in tempi brevi e senza esborsi eccessivi. Se le proposte che arrivano da oltre confine sembrano sempre migliori, le sorprese pero' possono essere dietro l'angolo. L'Andi (Associazione Nazionale Dentisti Italiani) ha gia' sollevato piu' di una perplessita' e messo in guardia sui rischi possibili: dai curricola dei medici che effettuano gli interventi, alle procedure certificate, dalla qualita' dei materiali utilizzati fino alle eventuali criticita' che possono subentrare nel periodo di post intervento. Non tutto e' oro, insomma, quel che luccica. La 'sindrome da poltrona vuota' non e' l'unica causa che ha messo in moto le idee dei professionisti italiani (gia' due anni fa era stato valutato un calo di oltre il 30 per cento dei pazienti); anche la volonta' di rispondere in termini qualitativi alle richieste dei propri connazionali e di continuare a garantire loro la professionalita' italica da tutti riconosciuta. Lavorando sui tempi e sulle tecniche di esecuzione si e' arrivati anche a proporre un'offerta concorrenziale con le cliniche dell'Est. Con la garanzia che ogni operazione viene effettuata in strutture certificate, da personale qualificato e che, soprattutto, parla italiano, quindi puo' assicurare anche una migliore assistenza. Il tutto nell'ottica di distinguere la vacanza da un soggiorno ospedaliero. Chi ha necessita' di sostituire i denti, non per forza deve varcare i confini. 'Con la tecnica dell'implantologia a carico immediato e' possibile garantire ai pazienti denti belli e dall'aspetto naturale nell'arco di 24 ore', spiega Giovanni Bona, odontoiatra iscritto all'Andi, direttore sanitario dei centri odontoiatrici di Rivoli e Orbassano, alle porte di Torino. 'Il paziente puo' infatti avere fin da subito una dentatura completa e funzionale in tempi di cura e riabilitazione che sono estremamente ridotti'. Questo porta anche a un minor costo dell'intervento. Continua Bona: 'In tutti i casi si posizionano al massimo sei impianti che sono perfettamente sufficienti a supportare il carico masticatorio. C'e' inoltre una minore necessita' di sottoporsi a costose tecniche di chirurgia preimplantare (ricostruzioni ossee, innesti ossei, ecc...) grazie al fatto che gli impianti vengono posizionati inclinati in zone dove c'e' osso e in modo da evitare strutture anatomiche delicate'. Il risultato finale non e' solamente un sorriso perfetto e stabile, ma anche un risparmio corposo per il portafoglio. 'Questo tipo di tecnica consente anche a persone che abitano lontano dai centri di cura di poter tornare a sorridere nell'arco di pochi giorni', precisa Bona. Non solo. 'Ma di affrontare un minore costo: con una base di 7mila euro, in pazienti completamente edentuli, e' gia' possibile avere i denti fissi su un'arcata completa, supportati da quattro impianti. Sulle riabilitazioni su impianti diamo una garanzia di dieci anni'. (ufficio stampa Giovanni Bona) da newsbox.it da Capital: ATTENZIONE! ALCUNE PROTESI DENTALI SONO INFARCITE DI PIOMBO Per gonfiare i propri margini sulle corone, certi dentisti hanno finito per impiantarci non si sa cosa. A dispetto della nostra salute. Ai tempi dei re, le corone si posavano sulla testa, ed erano d’oro. Oggi le si mettono in bocca e contengono… del piombo. In piccole dosi, fortunatamente, e ben nascosto nella ceramica. Ma comunque… Ammettiamolo, quando abbiamo deciso di fare analizzare quattro di questi denti sintetici in laboratori specializzati per controllarne la qualità non ci aspettavamo una simile scoperta. Certo, la scorsa primavera si era già trovata una protesi piombata nella bocca di un paziente – il caso aveva provocato anche uno scandalo. Ma erano gli Stati Uniti, e da noi ci si credeva immuni da questi derivati. Ci si sbagliava. I tassi di piombo rilevati nelle nostre quattro corone (tre provenienti dalla Cina, la quarta da un laboratorio francese) hanno di che preoccupare. L’inquinamento raggiunge 1000 PPM (parti per milione) per la più contaminata delle nostre “made in China”, cinque volte la concentrazione rilevata oltre Atlantico (210 PPM), e undici volte il tasso consentito nei giocattoli da Bruxelles! Ora, quando viene assorbito dall’organismo, questo metallo pesante può provocare delle alterazioni delle funzioni renali, anemia, problemi endocrini e anche degli aborti… “Non dovrebbe essercene nemmeno un’oncia nelle corone”, tuona Nicolas Thévenet, dell’Afssaps, l’agenzia di sicurezza sanitaria. “Questo pone un vero problema di salute pubblica”, conferma Jean-Claude Michel, della Confederazione dei Sindacati dentali. Sorprendente? Non tanto, in fondo. Perché alla fine, al di là delle loro virtù terapeutiche, la principale utilità delle corone sembra essere quella di permettere ai nostri 40.000 dentisti di fare dei buonissimi affari. Se in media essi dedicano un terzo del loro tempo lavorativo a installarle, esse costituiscono i due terzi del loro reddito. Certo che i professionisti della fresa non sono tutti famelici. Ma molti non esitano ad arrotondare il prezzo delle protesi per compensare la debolezza delle tariffe di altre cure. Risultato: è impossibile oggi farsi installare una protesi a meno di 450 euro – la tariffa media oscilla piuttosto intorno ai 700 euro. E, nei bei quartieri della capitale, non è raro dover sborsare 1000 euro (alle volte, con una parte in contanti). Anche includendo il prezzo delle cure (due ore al massimo), queste tariffe appaiono totalmente fuori misura. Una corona di qualità eccellente, rifinita in un laboratorio francese, viene in effetti tra i 100 e i 150 euro. Ma, per gonfiare un po’ di più i loro guadagni, numerosi professionisti del trapano non esitano a rifornirsi presso società che subappaltano all’estero, il più delle volte in Cina, ma anche in Madagascar, in Thailandia, o anche in Marocco. Oggi, in Francia, di affermate se ne contano più di una ventina. I loro prezzi sono imbattibili: partono da… 29 euro. Ancora rare fino a qualche anno fa, queste corone low-cost, di qualità a volte scadente, sono sempre più comuni. “Rappresentano ormai circa il 30% del mercato francese”, stima Maurice Davois, il presidente dell’Unione nazionale dei protesisti dentali. E, contrariamente a quello che si potrebbe credere, sono lontane dall’essere riservate ai pazienti in CMU (servizio di base, ndt). “Si possono addirittura trovare a 1500 euro al pezzo negli studi lussuosi!”, assicura Alain Guillame, il proprietario della rivista “Technologie dentaire”. In generale, i medici si guardano dall’informare i loro pazienti sull’origine delle protesi (quand’anche la conoscano!) Ed è molto raro che si prendano la pena di verificare la loro composizione. Una direttiva europea impone tuttavia la tracciabilità dei dispositivi medici, ma chi se ne preoccupa? Nessuno, sembra. Di sicuro non le autorità pubbliche francesi, che non controllano nulla e non hanno mai osato imporre ai dentisti un obbligo di informazione. Questo nuovo caso del piombo le costringerà a farlo? Sandrine Trouvelot
13/12/2007 Dentista di giorno e finanziere di sera, denunciato Oltre all’esercizio abusivo della professione, possedeva illegalmente armi e munizioni Di giorno dentista nonostante avesse solo la licenza media: la sera, vestito da finanziere, effettuava controlli in locali pubblici, dichiarando di far parte della guardia di finanza di Roma e facendosi consegnare del denaro. Scoperto e denunciato dagli uomini dai Comandi Stazione del Coordinamento distrettuale del Corpo forestale dello Stato di Avezzano. Protagonista C. R. di 55 anni, residente a Roma, con studi dentistici nella capitale, ad Avezzano e Roma. E' accusato di esercizio abusivo della professione e di detenzione illegale di armi e munizioni. Infatti, nel corso di ben sette perquisizioni, effettuate a Roma, Avezzano e Rieti, sia negli studi dentistici che in abitazioni riconducibili allo stesso personaggio, sono state rinvenute una pistola calibro 38, numerose pallottole in dotazione alla polizia di stato e due fucili. Per quest' ultimo reato è stato solo denunciato in quanto, all'atto dei controlli, l'uomo e le armi si trovavano in locali diversi. La posizione del falso dentista è stata scoperta a seguito di controlli di routine, da parte del Corpo Forestale, nel campo delle discariche di rifiuti. Hanno infatti trovato delle amalgame tossiche, utilizzate dai dentisti, sottoposte al regime dello smaltimento speciale. Da qui sono partiti controlli a tappeto sugli studi dentistici. Gli studi e le armi sono stati sottoposti a sequestro. Il Nicaf (Nucleo Investigativo centrale di Polizia Ambientale e Forestale) di Roma ha fornito attrezzature come Gps e radiolocalizzatori rivelatisi essenziali all’indagine. Fonte Corpo forestale 27/07/2007 ODONTOIATRI, NO A PROFILO PROFESSIONALE ODONTOTECNICI:(AGI) - Roma, 26 lug. - Una delegazione della CAO (Commissione albo odontoiatri), organo della Federazione Nazionale Medici-Chirughi e Odontoiatri - e' stata ricevuta questo pomeriggio dai sottosegretari alla Salute Gian Paolo Patta e Serafino Zucchelli in merito alla istituzione del profilo professionale di odontotecnico, sul quale il Consiglio Superiore di Sanita' ha espresso, l'11 luglio, parere favorevole. Nella riunione, riferisce una nota della CAO, i rappresentanti della Commissione hanno ribadito il proprio dissenso sulla istituzione del profilo professionale dell'odontotecnico in area sanitaria, contestando in particolare la possibilita' che l'odontotecnico possa collaborare con il medico dentista alla verifica delle protesi. La Commissione si dichiara inoltre contraria alla abolizione delle norme che impediscono agli odontotecnici l'acquisto di attrezzature di pertinenza odontoiatrica. Il ministero della Salute si riserva di esprimere le proprie valutazioni nell'ulteriore itinerario di approvazione del profilo professionale. (AGI) Pgi da stato oggi ..
23/07/2007 I dentisti protestano: Valeria Frangipane Bocciata la proposta dei Consumatori: "L'ambulatorio non e' un supermercato" BOLZANO. Il Centro tutela consumatori ci riprova. Invoca prezzi equi e prestazioni trasparenti e chiede in una lettera, inviata a tutti i dentisti, di inserire i singoli tariffari in Internet (proprio nel sito del Ctcu) per chiarire le idee ai pazienti. Secca la risposta di dentisti e odontoiatri: (Non siamo al supermercato!). Franco Tamiazzo, presidente della sezione provinciale dell'Andi (Associazione dentisti) fa sapere - in un comunicato congiunto - che non se ne parla nemmeno. Qui non si tratta di mele o pere... di un tanto al chilo: (Non siamo "dentivendoli". "Vendiamo" salute). Secca anche la risposta di Guido Del Prete, presidente della sezione altoatesina dell'Aio (Associazione odontoiatri): (E la nostra professionalita' dove va a finire?) (Se il conto del dentista si presenta come un boccone amaro non e' detto che si debba inghiottire lo stesso. Noi stiamo dalla parte dei cittadini - spiegano i Consumatori - vogliamo evitare loro inutili salassi ed un esborso di denaro eccessivo, per questo puntiamo a creare una sorta di banca dati dei costi). Ma i medici non ci sentono e stoppano per la seconda volta in tre anni il Ctcu. Gia' nel 2005, infatti, i Consumatori avevano pensato bene di pubblicare, sempre nel loro sito, una tabella con i prezzi di venti studi dentistici. "Operazione trasparenza" che non era piaciuta affatto all'Ordine dei medici che aveva risposto con un esposto al Garante per violazione delle regole sulla concorrenza. Adesso pero' il Ctcu parte alla riscossa sostenuto dal famoso pacchetto Bersani sulle liberalizzazioni. (Come ben sapete - recita la lettera spedita ai dentisti - tutte le disposizioni che vietavano la pubblicità sanitaria sono state definitivamente abrogate. E siccome non siete piu' costretti a tariffe fisse, a tariffe minime e potete tranquillamente spiegare agli ipotetici pazienti (e clienti) qual e' il prezzo giusto per un ponte, una corona, una dentiera o per una semplice otturazione... vi facciamo un favore e inseriamo sul nostro sito i vostri singoli tariffari). Apriti cielo! I dentisti iscritti all'Andi non ci stanno: (Non condividiamo affatto un'iniziativa del genere. Offriamo prestazioni sanitarie specialistiche e troviamo fuorviante non valutare le singole professionalita' ma paragonare solo i prezzi. Non siamo "dentivendoli" soggetti alle mode. Il preventivo fatto ad un paziente e' una cosa seria, non lo si puo' compilare come se si fosse al supermercato. E dove finisce la fiducia del paziente verso il suo medico? Dove va a finire il rispetto reciproco?). I dentisti propongono quindi al Centro di istituire tavole rotonde e di confronto sul tema con altre professioni intellettuali per vedere cosa ne esce. L'Aio da parte sua spiega - in una nota - che il rapporto di fiducia tra medico e paziente non si instaura attraverso una semplice lettura in Internet di una lista di prestazioni e relative tariffe ma e' una relazione che si salda per mezzo del dialogo con il medico e la sua equipe odontoiatrica, la sua professionalita' operativa e non, l'accoglienza e la competenza dello studio. Il Ctcu nel frattempo rilancia ed invita gli aspiranti pazienti a valutare bene il da farsi: (Riceviamo sempre piu' spesso notizia di consumatrici e consumatori che si sono fatti curare i denti all'estero - per esempio in Croazia, nella Repubblica Ceca o in Ungheria - ottenendo piena soddisfazione sia riguardo alla prestazione che al prezzo. A parita' di trattamento, in genere hanno pagato circa la meta' rispetto ai costi di un professionista locale. Anche in Svizzera, Austria e Germania i prezzi risultano del 20-25% inferiori a quelli praticati nella nostra provincia. Prima di dire si' ad un dentista locale - concludono i Consumatori - vagliate anche le offerte esterne). ALTO ADIGE (20 luglio 2007)